Shiller su Trump

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Le parole del Nobel per l'Economia Robert J. Shiller sull'ascesa al potere di Donald Trump

Non è la prima volta che condivido pienamente le parole di Robert J. Shiller, economista statunitense nonché creatore dei più importanti indici economici sull'immobiliare (S&P/Case-Shiller). 

Esistono diversi libri di Shiller, tradotti anche in italiano.
L'ultimo, scritto a 4 mani con Akerlof, è recentissimo ed edito dalla Mondadori. 
Investi due lire e non te ne pentirai. 

Ah, Shiller è professore a Yale e ha vinto il Nobel per l'Economia nel 2013.
Se pensi che TUTTI gli accademici e gli economisti siano strumenti nelle mani dei poteri forti, continua a credere alle considerazioni del verduraio o del macellaio sotto casa.
Saranno sicuramente "indipendenti", ma tendenzialmente è difficile che abbiano il quadro completo della situazione. 

(Il 95% degli economisti sono realmente a libro paga dei Governi e delle lobbies, cerca di capire quello che dico e di scovare il 5% rimanente). 

Ecco, questo è un articolo fantastico sull'ascesa al potere di Donald Trump.

La domanda è questa?
Com'è possibile che in campagna elettorale Trump ha proposto una riduzione drastica delle tasse sui più ricchi, ma ha invece ottenuto il sostegno quasi totale della classe media? 

Interpreto così ciò che Shiller spiega. 

Chi fa parte della classe media (o ex classe media sempre più in difficoltà) non vuole l'elemosina o la carità, come pensa invece qualche italopiteco favorevole al reddito di cittadinanza, al becero assistenzialismo o a più soldi con l'elicottero per tutti. 

O meglio, la classe media italiana vorrebbe ancora la carità pubblica, come già ottenuta negli anni '80 e '90.

Alla classe media americana, contraria a qualunque socialismo o comunismo, tutto questa fa schifo. 

Fuori dall'Italia, solo i veramente poveri accettano queste umiliazioni, per pura necessità. 

L'americano della classe media non vuole umilianti redistribuzioni della ricchezza e non vuole essere dipendente della benevolenza dello Stato o dei ricchi.

Vuole avere opportunità, vuole partecipare, vuole avere potere economico, vuole riprendere il controllo della propria vita economica, vuole dimostrare che può ancora farcela. 
Vuole poter usare il suo lavoro come fonte di orgoglio personale e identitario. 

Chi fa parte della classe media, ed ha votato Trump, si è (giustamente) gasato con la promessa "Rendiamo di nuovo grande l'America" che ha inteso come "Ti renderemo di nuovo grande, insieme all'America". 

Ora, il problema è che sarà molto difficile che Trump riesca a dar seguito a questa promessa di ridare potere economico alla classe media. 

Da Governante, avrà infatti potere sulla redistribuzione economica (tasso qui, faccio produrre la, metto più soldi in tasca a X, ne tolgo un po' a Y...) ma non avrà potere sulla redistribuzione del potere economico.
Che è governata da fenomeni e fattori molto più grandi di lui e irrefrenabili, come ad esempio l'innovazione tecnologica.

Grazie a Marco Liera per la condivisione dell'articolo e per la sua interpretazione.

 

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